lunedì 17 settembre 2018
SPARTACUS SUICIDE.(la lista)
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giovedì 6 settembre 2018
COSPLAY.(a domino theory)
Lascio
scorrere l'acqua
calda da scorticare la pelle
mentre la notte diventa alba
i vetri e lo specchio appannati
guardo la mia immagine
distorta dal vapore
così strafatto da vedere i rumori
stridii rapaci strappano il buio
poi sopraggiunge il silenzio
altrettanto fastidioso
e poi di nuovo
un acuta sinfonia
di agitato terrore
il sonno mi circonda
ma non riesce a prendermi
la lingua incollata al palato
un latrato esasperante
si ripete infinito
troppo esposto
per essere cattivo davvero
implodo come una supernova
in un enorme buco nero
che ingoia tutto
per poi cagarlo intatto
in un altra dimensione
dove l'empatia non esiste
e posso scegliere senza rimorsi
quale costume indossare
come tessere del domino
scelte a caso dal destino
infinite combinazioni
una sola è quella giusta
vesti il cinico glaciale
o interpreti il trepido eroe
e non sai più chi sei
senza una maschera
e continui il gioco
con qualunque identità
purchè ti protegga
dal grigio omologo
di una realtà troppo scontata
dove ogni giorno
ripeti sempre gli stessi gesti
e senti sempre le stesse parole
un deja-vu' da girone infernale
dove a cambiare
è solo la data sul calendario
per ricordarti
che in qualunque ruolo
tu intenda giocare
alla fine ti dovrai alzare
e lasciare come tutti
tutto quello che hai sul tavolo.
calda da scorticare la pelle
mentre la notte diventa alba
i vetri e lo specchio appannati
guardo la mia immagine
distorta dal vapore
così strafatto da vedere i rumori
stridii rapaci strappano il buio
poi sopraggiunge il silenzio
altrettanto fastidioso
e poi di nuovo
un acuta sinfonia
di agitato terrore
il sonno mi circonda
ma non riesce a prendermi
la lingua incollata al palato
un latrato esasperante
si ripete infinito
troppo esposto
per essere cattivo davvero
implodo come una supernova
in un enorme buco nero
che ingoia tutto
per poi cagarlo intatto
in un altra dimensione
dove l'empatia non esiste
e posso scegliere senza rimorsi
quale costume indossare
come tessere del domino
scelte a caso dal destino
infinite combinazioni
una sola è quella giusta
vesti il cinico glaciale
o interpreti il trepido eroe
e non sai più chi sei
senza una maschera
e continui il gioco
con qualunque identità
purchè ti protegga
dal grigio omologo
di una realtà troppo scontata
dove ogni giorno
ripeti sempre gli stessi gesti
e senti sempre le stesse parole
un deja-vu' da girone infernale
dove a cambiare
è solo la data sul calendario
per ricordarti
che in qualunque ruolo
tu intenda giocare
alla fine ti dovrai alzare
e lasciare come tutti
tutto quello che hai sul tavolo.
icknos@cosplay.ciao.FUUU.com
martedì 21 agosto 2018
PUNTO DI ROTTURA.(is all about bridges)
Il
senso di colpa brucia
un uomo scruta nella notte
se oltrepassa il confine
non tornerà più indietro
schermi fragili
proteggono insicure certezze
siamo algoritmi complicati
in continua evoluzione
che non sempre
corrisponde a progresso
il buio tetro
è sempre più profondo
lontano le voci
sempre più angosciate
incastrano parole
cercano di descrivere
sensazioni e azioni
che rifiutano di farsi spiegare
arriva il momento
in cui dubiti di tutto
quando ogni passo
ti sembra sbagliato
ma sai che se stai fermo
in qualche modo è pure peggio
non importa a nessuno
quanto nuove e buone
siano le tue carte
se non hai la fiducia
che serve a giocarle
se ti convinci
che tutto è già scritto
non fa differenza
se ti dai da fare
o se non muovi un dito
estranei freni inbitori
prendono il controllo
nessuna comunicazione
la sala macchine
abbandonata a se stessa
smette di funzionare
non c'è più tempo
per ragionevoli soluzioni
arrivati al punto di rottura
quello che deve accadere
inesorabilmente accade
poi resta solo il rimpianto
spesso misto all'indifferenza
e nessuno che faccia
MEA CULPA
non c'è spazio
per i più deboli
in un mondo
dove tutto è in vendita
e non c'è verso
che possa cambiare
e qualunque sia
la tua fottuta opinione
dormi meglio
se te ne fai una ragione.
un uomo scruta nella notte
se oltrepassa il confine
non tornerà più indietro
schermi fragili
proteggono insicure certezze
siamo algoritmi complicati
in continua evoluzione
che non sempre
corrisponde a progresso
il buio tetro
è sempre più profondo
lontano le voci
sempre più angosciate
incastrano parole
cercano di descrivere
sensazioni e azioni
che rifiutano di farsi spiegare
arriva il momento
in cui dubiti di tutto
quando ogni passo
ti sembra sbagliato
ma sai che se stai fermo
in qualche modo è pure peggio
non importa a nessuno
quanto nuove e buone
siano le tue carte
se non hai la fiducia
che serve a giocarle
se ti convinci
che tutto è già scritto
non fa differenza
se ti dai da fare
o se non muovi un dito
estranei freni inbitori
prendono il controllo
nessuna comunicazione
la sala macchine
abbandonata a se stessa
smette di funzionare
non c'è più tempo
per ragionevoli soluzioni
arrivati al punto di rottura
quello che deve accadere
inesorabilmente accade
poi resta solo il rimpianto
spesso misto all'indifferenza
e nessuno che faccia
MEA CULPA
non c'è spazio
per i più deboli
in un mondo
dove tutto è in vendita
e non c'è verso
che possa cambiare
e qualunque sia
la tua fottuta opinione
dormi meglio
se te ne fai una ragione.
icknos@bridges.ciao.FUUK.com
domenica 15 luglio 2018
(c)RAP.(disgregazione sociale)
Al mondo tutti cercano qualcosa
ma qualunque cosa sia
solo qualcuno la trova
lo prova il fatto
se non ti sei accorto
che c'è più gente che sopravvive
che ruggine su un binario morto
e io c'ho provato a capire
come fate a respirare
piegati in due
e con il collo storto
sotto il peso di una finta democrazia
che come una noiosa zia
ripete sempre le stesse cose
con retorica e disciplina
ma che la sera si fa fottere
e sbattere come una sgualdrina
una generazione di sconfitti
senza aver mai combattuto la mia
anche se vede il muro
ci sbatte il muso di brutto
poi si incazza con chi lo ha costruito
ma non con chi lo ha voluto
la vita è un imbuto
che ci creiamo da soli
senza nessun aiuto
per alcuni vale oro
per altri meno di uno sputo
l'individuo si disgrega
quello che si interessa a tutto
quello a cui importa una sega
si va a velocità diverse
ma in fondo siamo tutti
miserabili anime perse
con troppi vizi
e quasi nessuna virtù
che per la cronaca
gli umani si attribuiscono
ma esiste solo nelle sagre di re artù
e c'è chi crede in dio
e chi adora visnù
urlate tutti quanti
ed io non vi ascolto più
non credo più a niente
e non mi fido della gente
che pensa con la mente
nutrita da una TV demente
che ripete solamente
le cazzate che vi piace ascoltare
mentre fingete di rilassarvi
col culo sudato in riva al mare.
icknos@cRAP.ciao.FLIK.com
sabato 26 maggio 2018
DIO C'E' MA SE NE FOTTE DI TE (everybody seek redemption)
La trasformazione è impercettibile
ma costante e progressiva
come puoi non vederlo?
Intellettuali pieni di se stessi
senza una vita da descrivere
scrivono storie qualunque
col culo posato su comode poltrone
pieni di buone intenzioni
per non offendere nessuno
chi ha le chiavi del paradiso
chiede prodotti di facile consumo
per non disturbare lo stagno
attenuare il rumore
per non agitare il gregge
le tenebre dell'inquisizione
inibiscono l'istinto di creare
vogliono tutti uguali
seguiti da stupidi adulatori
le avanguardie lasciate da sole
si disfano come abiti troppo usati
clown e giullari servili
confondono l'Arte con l'intrattenimento
sai cosa penso?
ogni volta che si scrive
resta meno da dire
e dirlo in maniera diversa
è sempre più difficile
ma se inizi a pensare
che hai le parole contate
forse smetti di sprecarle
il crudo e sgradevole
translucente pallore tossico
di appariscenti mediocrità
tutti a guardare da dove vieni
a me interessa dove vai
vuoi sapere se ho fede?
ma cosa c'entra?
ti rispondo che dio c'è
ma se ne fotte di te!
e la prendi sul personale
come se tutto il male
ricada solo sulla tua testa
l'oblio non è mai totale
c'è sempre qualcuno che ricorda
anche se non c'è modo
di mantenere l'attenzione
su qualcosa troppo a lungo
viviamo come zombies
senza mai decidere davvero
come vogliamo esistere
come puoi considerarti soddisfatto?
mentire a se stessi
non è mai intelligente
qualunque sia il motivo
ed è per altro vero
che bisogna stare attenti
nell'esprimere i propri desideri
una corte di zelanti dementi
non ci rende migliori
l'illusione che basta volerlo
per diventare ogni cosa
continua a tormentare i sonni
e i sogni strappati e appallotolati
di generazioni di artisti
con folle adulanti e critici estatici
che fanno la fila eccitati
ma composti per baciargli il culo
purtroppo solo nella loro testa
mentre la loro opera migliore
prende la muffa non capita
in fondo a chi sa quale cassetto
troppo avanti per i suoi tempi
dirà il solito qualcuno
senza che il suo parere
raccolga maggiore attenzione
crollano antiche consuetudini
vacillano radicate tradizioni
tutto si fa spettacolo
ma non ci sono più spettatori
troppo distratti dal tempo
impegnati a recitare le loro vite
raccontate alla fibra ottica
e così vedi che tutto torna?
come dicevo sui desideri
sognavo una comunità di artisti
e mi ritrovo circondato
da praticamente chiunque
che crede di esserlo
benvenuti nell'era digitale
governata dall'algoritmo
santificato sull'altare
dell'intelligenza artificiale
dove il fedele ispirato
o per meglio dire l'utente
si limita a digitare
il mondo a portata di dito
che immensa cazzata
quello che manca in molti
è la consapevolezza
coperta sotto i sensi di colpa
offuscata di miraggi di gloria
che il loro mondo finisce
dove termina il dito.
icknos@dioce.ciao.FRAK.com
martedì 1 maggio 2018
TO HELL AND BACK AGAIN.(just like rimbaud)
Esoterico
misticismo spirituale
tutti
a combattere contro i demoni
nessuno
che provi a parlarci
pieno
di vino all'alba
sotto
la pioggia in una piazza
è
tutto così sereno qui fuori
e
così scoordinato dentro
la
via dei samurai
attraversa
sudore e disciplina
e
di sicuro non è per tutti
l'arca
dell'alleanza
è
affondata da tempo
trasgressioni
irragionevoli
tutti
ad aspettare il giudizio
senza
speranza di sapere
chi
ci dovrebbe giudicare
ma
sopratutto con quale metro
fatti
di roba sintetica
figli
di una gravidanza isterica
siamo
compressi in una sfera
esistiamo
per confermare
le
teorie sui grandi numeri
per
un calcolo di probabilità
ed
a confondere ancora di più
mi
arriva all'orecchio
la
tristezza di un rondò
fischiato
da un ubriaco
mentre
piscia all'angolo
mozart
sul selciato bagnato
in
buie sale cinematografiche
cercando
brividi artificiali
deprivazioni
sensoriali
depravazioni
cerebrali
chi
ricorda tutto
finisce
col rovinare
le
memorie degli altri
spesso
senza volerlo
affrettatevi
ad occupare i posti
ogni
nuova scoperta
pagata
col sangue
di
chi non importa
il
sapere è potere
ma
lo è anche la cieca violenza
il
fine continua
a
giustificare i mezzi
le
parole valgono sempre meno
come
chi le pronuncia
un
tappeto persiano
lo
riconosci dai nodi fatti a mano
siamo
pieni di nozioni inutili
ma
siamo morti
senza
una cittàmercato vicino
le
porte della percezione
si
chiudono con uno schianto
e
improvvisa ci investe
una
realtà sopportata a fatica
si
impadronisce di ogni spazio
mesmerizzato
dallo stupore
nel
parossismo da burlesque
dell'esperienza
extra corporale
vedo
rimbaud spiegare a verlaine
che
non importa quanto ti sforzi
le
stagioni all'inferno
non
finiscono mai
ti
allontani per un po'
ma
continui a tornare.
icknos@justlikerimbaud.ciao.FRAK.com
giovedì 29 marzo 2018
CHIMERA.
Alla fine della strada
dove tutti aspettano
non c'è modo di spiegare
come fare per normalizzare
e analizzare questo macello
instabile come negli scacchi
il re deve sempre morire
l'equilibrio non è mai statico
il mio mondo sta scomparendo
diluito in mille rivoli
sempre più sterili
e non trovo molti stimoli
per occuparmi di cambiare
quello che verrà domani
l'incertezza crea paura
sgraziate timide preghiere
strisce di luce vivida
attraversa le crepe
di alti soffitti diroccati
è sempre più difficile
trovare persone fra la gente
laide e truci atmosfere
da oriente decadente
ricorrenti percezioni oniriche
viaggi nel tempo unidirezionali
viviamo in un sogno prestato
e lo sprechiamo inerti
davanti alla televisione
finendo col farci confezionare
anche i desideri personali
che magari non sono più
come quelli che facevamo
nella nostra innocenza
immacolata di una volta
ma sono li belli pronti
anelanti di intrattenerci
e soavemente rincoglionirci
metamorfosi veloci e incomplete
danno una furiosa vita
a chimere oscure e deformi
intossicate dalle aspettative
il panico divora la ragione
ci sono progetti in corso
che vanno interpretati
che sono oltre la comprensione
perversioni complottiste
puerilmente assurde
che è più facile non credere
le contraddizioni si accumulano
le comunicazioni si interrompono
finché nessuno sa più dove stare
e se non c'è dietro un disegno
significa veramente
che siamo soltanto stupidi.
icknos@CHIMERA.ciao.FAAK.com
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