domenica 15 luglio 2018

(c)RAP.(disgregazione sociale)




Al mondo tutti cercano qualcosa
ma qualunque cosa sia
solo qualcuno la trova
lo prova il fatto
se non ti sei accorto
che c'è più gente che sopravvive
che ruggine su un binario morto
e io c'ho provato a capire
come fate a respirare
piegati in due
e con il collo storto
sotto il peso di una finta democrazia
che come una noiosa zia
ripete sempre le stesse cose
con retorica e disciplina
ma che la sera si fa fottere 
e sbattere come una sgualdrina
una generazione di sconfitti
senza aver mai combattuto la mia
anche se vede il muro
ci sbatte il muso di brutto
poi si incazza con chi lo ha costruito
ma non con chi lo ha voluto
la vita è un imbuto
che ci creiamo da soli
senza nessun aiuto
per alcuni vale oro
per altri meno di uno sputo
l'individuo si disgrega
quello che si interessa a tutto
quello a cui importa una sega
si va a velocità diverse
ma in fondo siamo tutti
miserabili anime perse
con troppi vizi
e quasi nessuna virtù
che per la cronaca
gli umani si attribuiscono
ma esiste solo nelle sagre di re artù
e c'è chi crede in dio
e chi adora visnù
urlate tutti quanti
ed io non vi ascolto più
non credo più a niente
e non mi fido della gente
che pensa con la mente
nutrita da una TV demente
che ripete solamente
le cazzate che vi piace ascoltare
mentre fingete di rilassarvi
col culo sudato in riva al mare.


 icknos@cRAP.ciao.FLIK.com

sabato 26 maggio 2018

DIO C'E' MA SE NE FOTTE DI TE (everybody seek redemption)




La trasformazione è impercettibile
ma costante e progressiva
come puoi non vederlo?
Intellettuali pieni di se stessi
senza una vita da descrivere
scrivono storie qualunque
col culo posato su comode poltrone
pieni di buone intenzioni
per non offendere nessuno
chi ha le chiavi del paradiso
chiede prodotti di facile consumo
per non disturbare lo stagno
attenuare il rumore
per non agitare il gregge
le tenebre dell'inquisizione
inibiscono l'istinto di creare
vogliono tutti uguali
seguiti da stupidi adulatori
le avanguardie lasciate da sole
si disfano come abiti troppo usati
clown e giullari servili
confondono l'Arte con l'intrattenimento
sai cosa penso?
ogni volta che si scrive
resta meno da dire
e dirlo in maniera diversa
è sempre più difficile
ma se inizi a pensare
che hai le parole contate
forse smetti di sprecarle
il crudo e sgradevole
translucente pallore tossico
di appariscenti mediocrità
tutti a guardare da dove vieni
a me interessa dove vai
vuoi sapere se ho fede?
ma cosa c'entra?
ti rispondo che dio c'è
ma se ne fotte di te!
e la prendi sul personale
come se tutto il male
ricada solo sulla tua testa
l'oblio non è mai totale
c'è sempre qualcuno che ricorda
anche se non c'è modo
di mantenere l'attenzione
su qualcosa troppo a lungo
viviamo come zombies
senza mai decidere davvero
come vogliamo esistere
come puoi considerarti soddisfatto?
mentire a se stessi
non è mai intelligente
qualunque sia il motivo
ed è per altro vero
che bisogna stare attenti
nell'esprimere i propri desideri
una corte di  zelanti dementi
non ci rende migliori
l'illusione che basta volerlo
per diventare ogni cosa
continua a tormentare i sonni
e i sogni strappati e appallotolati
di generazioni di artisti
con folle adulanti e critici estatici
che fanno la fila eccitati 
ma composti per baciargli il culo
purtroppo solo nella loro testa
mentre la loro opera migliore
prende la muffa non capita
in fondo a chi sa quale cassetto
troppo avanti per i suoi tempi
dirà il solito qualcuno
senza che il suo parere
raccolga maggiore attenzione
crollano antiche consuetudini
vacillano radicate tradizioni
tutto si fa spettacolo
ma non ci sono più spettatori
troppo distratti dal tempo
impegnati a recitare le loro vite
raccontate alla fibra ottica
e così vedi che tutto torna?
come dicevo sui desideri
sognavo una comunità di artisti
e mi ritrovo circondato
da praticamente chiunque
che crede di esserlo
benvenuti nell'era digitale
governata dall'algoritmo
santificato sull'altare
dell'intelligenza artificiale
dove il fedele ispirato
o per meglio dire l'utente
si limita a digitare
il mondo a portata di dito
che immensa cazzata
quello che manca in molti
è la consapevolezza
coperta sotto i sensi di colpa
offuscata di miraggi di gloria
che il loro mondo finisce
dove termina il dito.


  icknos@dioce.ciao.FRAK.com


martedì 1 maggio 2018

TO HELL AND BACK AGAIN.(just like rimbaud)



Esoterico misticismo spirituale
tutti a combattere contro i demoni
nessuno che provi a parlarci
pieno di vino all'alba
sotto la pioggia in una piazza
è tutto così sereno qui fuori
e così scoordinato dentro
la via dei samurai
attraversa sudore e disciplina
e di sicuro non è per tutti
l'arca dell'alleanza
è affondata da tempo
trasgressioni irragionevoli
tutti ad aspettare il giudizio
senza speranza di sapere
chi ci dovrebbe giudicare
ma sopratutto con quale metro
fatti di roba sintetica
figli di una gravidanza isterica
siamo compressi in una sfera
esistiamo per confermare
le teorie sui grandi numeri
per un calcolo di probabilità
ed a confondere ancora di più
mi arriva all'orecchio
la tristezza di un rondò
fischiato da un ubriaco
mentre piscia all'angolo
mozart sul selciato bagnato
in buie sale cinematografiche
cercando brividi artificiali
deprivazioni sensoriali
depravazioni cerebrali
chi ricorda tutto
finisce col rovinare
le memorie degli altri
spesso senza volerlo
affrettatevi ad occupare i posti
ogni nuova scoperta
pagata col sangue
di chi non importa
il sapere è potere
ma lo è anche la cieca violenza
il fine continua
a giustificare i mezzi
le parole valgono sempre meno
come chi le pronuncia
un tappeto persiano
lo riconosci dai nodi fatti a mano
siamo pieni di nozioni inutili
ma siamo morti
senza una cittàmercato vicino
le porte della percezione
si chiudono con uno schianto
e improvvisa ci investe
una realtà sopportata a fatica
si impadronisce di ogni spazio
mesmerizzato dallo stupore
nel parossismo da burlesque
dell'esperienza extra corporale
vedo rimbaud spiegare a verlaine
che non importa quanto ti sforzi
le stagioni all'inferno
non finiscono mai
ti allontani per un po'
ma continui a tornare.

icknos@justlikerimbaud.ciao.FRAK.com

giovedì 29 marzo 2018

CHIMERA.




Alla fine della strada
dove tutti aspettano
non c'è modo di spiegare
come fare per normalizzare
e analizzare questo macello
instabile come negli scacchi
il re deve sempre morire 
l'equilibrio non è mai statico
il mio mondo sta scomparendo
diluito in mille rivoli
sempre più sterili
e non trovo molti stimoli
per occuparmi di cambiare
quello che verrà domani
l'incertezza crea paura
sgraziate timide preghiere
strisce di luce vivida
attraversa le crepe
di alti soffitti diroccati
è sempre più difficile
trovare persone fra la gente
laide e truci atmosfere
da oriente decadente
ricorrenti percezioni oniriche
viaggi nel tempo unidirezionali
viviamo in un sogno prestato
e lo sprechiamo inerti
davanti alla televisione
finendo col farci confezionare
anche i desideri personali
che magari non sono più
come quelli che facevamo
nella nostra innocenza
immacolata di una volta
ma sono li belli pronti
anelanti di intrattenerci
e soavemente rincoglionirci
metamorfosi veloci e incomplete
danno una furiosa vita 
a chimere oscure e deformi
intossicate dalle aspettative
il panico divora la ragione
ci sono progetti in corso
che vanno interpretati
che sono oltre la comprensione
perversioni complottiste
puerilmente assurde
che è più facile non credere
le contraddizioni si accumulano
le comunicazioni si interrompono
finché nessuno sa più dove stare
e se non c'è dietro un disegno
significa veramente
che siamo soltanto stupidi.


 icknos@CHIMERA.ciao.FAAK.com 





domenica 18 marzo 2018

ALLODOLE & POETI.(just 'nother rant)


Un suono stridulo e lacerante
strappa la coscienza
impedendo che mi concentri
se senti dolore sei vivo
è quando non senti più niente
che ti devi preoccupare
quando nessuno è responsabile
tutto diventa più facile
non mi lascio più influenzare
miasmi di frittura bruciata
aleggiano sospesi a mezz'aria
insegne luminose scrostate
che hanno visto tempi migliori
come tutti noi del resto
attirati dalle luci colorate 
come indigeni sempre più tribali
con gli occhi fissi
su tecnologici specchi
come allodole sempre più sciocche
dove ognuno guarda la miseria
lo squallore nella vita altrui
per dimenticare la propria
ma tu te lo eri immaginato?
lo credevi così il futuro?
Non sappiamo più parlare
ma scriviamo tutti più dei poeti 
inondando librerie virtuali
di lavori ed opere onaniste
che restano impigliate nella rete
e li ristagnano per sempre
senza che vengano mai lette
esibizionisti senza un pubblico
come libertini in un cimitero
farsi una sega in un orgia
che ha luogo solo nella tua testa
nella solitudine di una cella
filmati e registrati 
da telefoni con l'autoscatto
febbricitante sotto la pioggia
zone militarizzate e buie
in ogni angolo della città 
strade spazzate dal vento
che grida tra i palazzi
ulula come una cagna in calore
vibrando nei vicoli
il degrado assume molte forme
e certe sono piacevoli
se puoi lasciarle andare
quando ti stanchi di loro
ma è più probabile
che tu finisca col farne parte 
dopotutto hai pagato per farti
e una volta arrivati
certi non hanno più niente
per volere tornare indietro
altri nonostante tutto
non ne vedono il perché
c'è un idea piuttosto comune
di cosa sia giusto o sbagliato
altra cosa è quando si tratta 
di trovare dentro di te
una fottuta ragione.


 icknos@allodole&poeti.ciao.FCUK.com




domenica 18 febbraio 2018

STATO PROVVISORIO.(last bus home)



Il tempo andrebbe goduto
non misurato
contaminazione di linguaggi
avete rotto il cazzo
con le vostre favole
su un dio misericordioso
che permette tutto questo
in nome del libero arbitrio
nessuno ha mai chiesto di nascere
men che meno con un handicap
che rende un inferno
una vita comunque difficile
sempre di corsa
a caccia dell'ultimo bus
dell'ultimo trend
dell'ultima App
ma di cosa parlavamo
in quelle interminabili notti
che non volevo finissero mai
troppa gente si incide la pelle
con inchiostro senza anima
un tatuaggio era un messaggio
come lo era un taglio di capelli
ora tu che cazzo c'hai da dire
affannato e pieno di ansia 
alla ricerca di un lavoro insulso 
che ti accompagni alla tomba
prima dell'uomo 
dio non sapeva di esistere
atmosfere prive di ossigeno
su pianeti privi di umanità
ma ricchi di vita intelligente
profeti di realtà distopiche
raccontano che il corpo
è solo un veicolo
ma nessuno sa dire 
per andare dove
o comunque non ne ha le prove
ti devi fidare e pagare
rapporti logori e alienanti
troppe voci senza senso
facce sconosciute che ti osservano
e che osservo a mia volta
isolati da gabbie invisibili
soffocati dai riflussi acidi
intossicati da farmaci e preghiere
ci sono eventi che solo il tempo
ci può spiegare a fondo
quando hai finito di strapparti le vesti
c'è ancora del lavoro da fare
personaggi da fumetto
con buffi accenti
vi spiegano da anni cosa volete
ma voi chissà perché
non siete mai contenti
e ripetete gli stessi movimenti
aspettando risultati diversi
è uno STATO PROVVISORIO
è uno STATO PROVVISORIO
è uno STATO PROVVISORIO
mi obbligo a ripeterlo
come un rosario nella mia testa
ma non l'ho mai creduto
e ho come l'impressione
che non inizierò a farlo adesso.


icknos@lastbushome.ciao.F_CK.com





martedì 5 dicembre 2017

PIGRIZIA. (i wanna be lazy)




lo sguardo inespressivo di carmelo bene 
racconta molto più delle parole
la teoria a volte è impraticabile
la paura di perdere le cose più semplici
quella sensazione che ti prende
quando aperta la porta
non riconosci più la stanza
ma nella tua testa sai che è la stessa
come se il tempo vissuto tra quelle pareti
non sia mai stato reale
cancellato da nuovo mobilio 
e una mano di pittura fresca
cerco di aprire un varco
ma le emozioni si addensano veloci
soffocando ogni possibile lucido ricordo
un flash sfocato dove per un momento
riesco a rimettere tutto come era
ma tutto svanisce appena mi concentro
e la testa che sta per esplodere
sovraccarica di stimoli
che non riesco ad esprimere a parole
posso parlare di reputazione
solo se te ne attribuisco una
una recita inquietante e monotona
ipnotica e intensa come una mania
con gli occhi sbarrati e densi
intermittenti stati di allucinazione
dove posso vedere finali migliori
e immaginare di realizzarli
per poi scontrarmi sconnesso
con un apatia disillusa
e un disgusto acerbo e diffuso 
a cui non so dare un nome
che mi sembra di trascinare da sempre
facile da confondere con la pigrizia
ma che ha molto più a che fare col disgusto
se non mi piace il pubblico
non trovo la voglia di esibirmi
e sinceramente non ne vedo il senso.


Ciao BIGJIM. ..a menzus biere.


 
icknos@iwannabelazy.ciao.#UCK.com